Lo shock elettrico si verifica quando la corrente attraversa il corpo umano. Le conseguenze possono essere molto serie, fino ad arrivare – nei casi più gravi – ad arresto respiratorio o cardiaco. Per questo motivo, la prevenzione del rischio elettrico rappresenta uno dei pilastri fondamentali delle normative di sicurezza. Un impianto elettrico realizzato correttamente deve garantire che:
- le parti in tensione non siano accessibili;
- in caso di guasto intervengano protezioni automatiche;
- siano prevenuti gli effetti termici, le sovracorrenti e le sovratensioni.
Le principali misure di protezione
La tutela di persone e beni si basa su alcuni principi fondamentali.
- Isolamento dei componenti per evitare il contatto diretto con parti attive.
- Interruttori differenziali, che interrompono automaticamente l’alimentazione in presenza di dispersioni anomale di corrente.
- Sistemi di messa a terra, che disperdono nel suolo le correnti di guasto o scariche atmosferiche.
- Limitazione di tensione e corrente, per impedire che si generino effetti dannosi.
A queste si affiancano ulteriori accorgimenti, che variano in base alla tipologia di impianto, alla potenza installata e all’ambiente (ad esempio locali umidi o aree con presenza di sostanze infiammabili).
Le regole della sicurezza: il quadro normativo CEI
Per gli impianti in bassa tensione – tipici di abitazioni, uffici e negozi – il riferimento principale è la Comitato Elettrotecnico Italiano Norma CEI 64-8, che stabilisce criteri di progettazione e misure di protezione per prevenire rischi prevedibili.
Negli impianti di media e alta tensione, come quelli industriali o nelle reti di distribuzione, la sicurezza diventa ancora più strategica per tutelare operatori e cittadini.
Normative in evoluzione: i principali aggiornamenti
Norma CEI 64-8 (impianti civili e industriali):
- Fotovoltaico: obbligo di doppio isolamento sul lato in corrente continua fino all’inverter; i cavi installati sui tetti devono essere posati in canaline dedicate, senza contatto diretto con la copertura, per evitare surriscaldamenti.
- Dimensionamento: predisposizione di impianti con maggiore potenza (6 kW per abitazioni oltre 75 mq) per rispondere alle nuove esigenze energetiche, come pompe di calore e ricarica di veicoli elettrici.
- Sicurezza: maggior dettaglio sulle verifiche periodiche e sull’impiego di componenti in classe II.
- Le cassette portafrutti e di derivazione devono mantenere almeno il 30% di spazio libero, per permettere la dissipazione di calore e manutenibilità.
- Presenza di predisposizione per installare minimo 6 prese di energia in prossimità della presa TV principale all’interno di un appartamento.
- Interruttori generali installati in posizione facilmente accessibile dall’utente.

Norma CEI 11-27:2025 (sicurezza nei lavori elettrici)
- Ruoli professionali: aggiornamento delle figure responsabili con le nuove denominazioni GI (Gestore Impianto), RI (Responsabile Impianto), GL (Gestore Lavoro) e RLE (Responsabile Lavoro Elettrico).
- Formazione: obbligo di aggiornamento di 4 ore ogni 5 anni, esclusivamente in presenza.
- Gestione del rischio: revisione delle distanze di sicurezza e maggiore attenzione al rischio di arco elettrico (Arc Flash).
Sicurezza oggi, affidabilità domani
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